Ragazzo, uomo e nemo di Damiano Dario Ghiglino
Buongiorno splendidi lettori,
Oggi sono qui per parlarvi di una collaborazione per il libro Ragazzo, Uomo e Nemo di Damiano Dario Ghiglino.
Informazioni:
Autore: Damiano Dario Ghiglino
CE: Self Publishing
Formato: Cartaceo 9,84 euro / Ebook 3,99 euro (idoneo Kindle Unlimited)
Pagine: 110
POV: Terza persona
Autoconclusivo: Sì
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TRAMA
Un
ragazzo cammina portando con sé una valigia lungo le strade innevate di una
città tedesca. Non sa da dove viene, né dove sta andando. Sa solo che si è
lasciato il passato alle spalle perché è gay, è diverso.
Sarà così che Eric intraprenderà un lungo viaggio alla scoperta di sé rivelando, tra incontri inaspettati e interrogativi senza risposta, l’essenza di una vita che è tutte le vite.
Un romanzo cosmopolita, visionario, oscuro ma anche luminoso, sulla ricerca dell’identità attraverso le molteplici tappe dell’esistenza umana.
Sarà così che Eric intraprenderà un lungo viaggio alla scoperta di sé rivelando, tra incontri inaspettati e interrogativi senza risposta, l’essenza di una vita che è tutte le vite.
Un romanzo cosmopolita, visionario, oscuro ma anche luminoso, sulla ricerca dell’identità attraverso le molteplici tappe dell’esistenza umana.
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Recensione
Forse la prima cosa mi viene da dire è che questo non è un libro semplice da leggere. Non è semplice lo stile con cui è scritto, non è semplice entrare in contatto con il protagonista, non è semplice accettare certe vicende, certe emozioni.
Damiano ha una penna complessa ma molto abile nel descrivere certe emozioni e certe situazioni. Ho apprezzato molto questo viaggio per il mondo tramite gli occhi di ragazzo, di Eric, la scoperta di nuove città, di nuovi paesi. Sfondi colorati e multietnici che hanno accompagnato tutta la narrazione. In alcuni momenti mi sono sentita lì, parte integrante degli odori della città, scossa dalla povertà di certi posti, sono riuscita a immaginare il sorriso di quel ragazzo di cui parlava, le notti fredde di Parigi, i locali di Amsterdam, il caldo di Manila.
L’autore pur senza soffermarsi nei dettagli più futili è stato capace di dare un’immagine reale dell’ambientazione, tanto da renderla più di un semplice sfondo, era parte integrante della sua narrazione, delle vicende raccontate.
Già solo per questo il libro mi è piaciuto davvero molto, raramente riesco a dare una rilevanza reale al luogo in cui si svolgono le storie, troppo spesso trattate come frasi alla rinfusa da inserire nella storia. Qui non succede.
All’inizio
del libro ammetto che ero molto confusa, non riuscivo ad afferrare chi fosse il
protagonista o se ci fosse più di un protagonista, chi stava raccontando, chi
era il destinatario della storia.
Damiano utilizza uno stile non semplice, a tratti il suo sembra un flusso di coscienza, libero di impregnare le pagine bianche di un libro. Emozioni, sentimenti, sensazioni, gioie e dolori scritte su un quaderno e lasciate alla comprensione di chi legge.
Forse all’inizio questo può destabilizzare ma andando avanti sono proprio questi dettagli a prendere il lettore per mano e far sì che non riesca a staccarsi da quello che sta leggendo.
Questo libro ci parla di un viaggio, non solo quello che si dispiega tra luoghi diversi, ma è il viaggio di una vita, di un ragazzo che parte, lascia l’Italia e si incammina nell’oscurità di un futuro che non ha certezze.
La narrazione si dispiega su tre livelli, c’è il narratore esterno che ci parla di “ragazzo”, poi c’è l’Eric giovane che ci racconta la sua vita e poi c’è l’Eric trentenne che si racconta a Iryna, unico personaggio femminile di tutta la storia.
Ve lo avevo detto che non è un libro semplice. Inizialmente stare dietro a tutto è complesso, ma anche alla fine non sono tutte rose e fiore. Il protagonista è uno? Sono tre? Sono due? Sono la stessa persona o persone diverse? Mentre leggevo mi facevo continuamente queste domande, Damiano ti dà piccolissimi tasselli alla volta per ricostruire tutto.
Ci racconta di questo viaggio, in giro per il mondo, in giro per la vita, esperienze diverse, a tratti molto difficili, che hanno composto la vita del nostro ragazzo, del nostro uomo.
La sofferenza di perdere chi si ama, la difficoltà di una vita che spesso non ti sorride, pezzi di esistenza che ti lasci indietro e che non dimentichi mai, altri pezzi che per un attimo dimentichi ma che poi tornano a galla quasi a volerti torturare.
Devo
dire che mi sono piaciuti molto i dialoghi tra Eric e Iryna, due esistenze
diverse ma anche simili. L’amarezza e la rassegnazione di una donna che ha
avuto il suo vissuto, la comprensione di chi può percepire quello che ha
sentito Eric.
L’autore è stato in grado di creare un personaggio particolare, a tratti difficile da leggere, ma con un pensiero vasto e quasi filosofico, a tratti quasi difficile da comprendere, bisognoso di essere sviscerato nel suo intreccio.
In questo libro c’è dolore, c’è tristezza, c’è angoscia, c’è la ricerca di una vita che sembra un grande cerchio, una circolarità che si ripete, poi si perde e poi si ritrova.
Alcuni momenti della narrazione sono come scatti di fotografie in bianco e nero, fermi di attimi di quella vita giovane, pregna di tristezza, di solitudine. A tratti il ritorno dell’immagine della valigia rossa, punto colorato in un mare di bianco, di grigio e di nero, scrigno che sembra contenere in sé il pieno di un’esistenza che deve ancora essere.
Damiano utilizza uno stile non semplice, a tratti il suo sembra un flusso di coscienza, libero di impregnare le pagine bianche di un libro. Emozioni, sentimenti, sensazioni, gioie e dolori scritte su un quaderno e lasciate alla comprensione di chi legge.
Forse all’inizio questo può destabilizzare ma andando avanti sono proprio questi dettagli a prendere il lettore per mano e far sì che non riesca a staccarsi da quello che sta leggendo.
Questo libro ci parla di un viaggio, non solo quello che si dispiega tra luoghi diversi, ma è il viaggio di una vita, di un ragazzo che parte, lascia l’Italia e si incammina nell’oscurità di un futuro che non ha certezze.
La narrazione si dispiega su tre livelli, c’è il narratore esterno che ci parla di “ragazzo”, poi c’è l’Eric giovane che ci racconta la sua vita e poi c’è l’Eric trentenne che si racconta a Iryna, unico personaggio femminile di tutta la storia.
Ve lo avevo detto che non è un libro semplice. Inizialmente stare dietro a tutto è complesso, ma anche alla fine non sono tutte rose e fiore. Il protagonista è uno? Sono tre? Sono due? Sono la stessa persona o persone diverse? Mentre leggevo mi facevo continuamente queste domande, Damiano ti dà piccolissimi tasselli alla volta per ricostruire tutto.
Ci racconta di questo viaggio, in giro per il mondo, in giro per la vita, esperienze diverse, a tratti molto difficili, che hanno composto la vita del nostro ragazzo, del nostro uomo.
La sofferenza di perdere chi si ama, la difficoltà di una vita che spesso non ti sorride, pezzi di esistenza che ti lasci indietro e che non dimentichi mai, altri pezzi che per un attimo dimentichi ma che poi tornano a galla quasi a volerti torturare.
“L’itinerario è sempre una circonferenza, un continuo ritorno alle origini. Trovarsi, lasciarsi andare e perdersi. Ritrovarsi.”
L’autore è stato in grado di creare un personaggio particolare, a tratti difficile da leggere, ma con un pensiero vasto e quasi filosofico, a tratti quasi difficile da comprendere, bisognoso di essere sviscerato nel suo intreccio.
In questo libro c’è dolore, c’è tristezza, c’è angoscia, c’è la ricerca di una vita che sembra un grande cerchio, una circolarità che si ripete, poi si perde e poi si ritrova.
Alcuni momenti della narrazione sono come scatti di fotografie in bianco e nero, fermi di attimi di quella vita giovane, pregna di tristezza, di solitudine. A tratti il ritorno dell’immagine della valigia rossa, punto colorato in un mare di bianco, di grigio e di nero, scrigno che sembra contenere in sé il pieno di un’esistenza che deve ancora essere.
"[...]La vita stessa sembrava una fragile illusione pronta a frantumarsi da un momemento all'altro."
La parte finale è probabilmente quella che più mi è piaciuta, dolorosa, la fine di un viaggio ma forse l’inizio di un altro, un’esistenza come tante ma anche diversa.
Damiano ha un’impronta decisa in ciò che scrive, a tratti la sua narrazione può sembrare perdersi, ma perché questo suo stile che seguo un flusso feroce di pensiero richiede attenzione da parte di chi legge.
Forse non è una lettura per tutti, lo stile può non abbracciare il gusto di tutti, ma potrebbe convincervi a mano a mano che lo leggete.
Stile: ☆☆☆☆☆/5
Trama: ☆☆☆☆,5/5
Voto finale: ★★★★★/5
Trama: ☆☆☆☆,5/5
Voto finale: ★★★★★/5
Frannieswords 〰
Photo by Allef Vinicius on Unsplash



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